Momento di recupero e di valorizzazione delle tradizioni locali che si tiene nella terza decade di giugno, a cura dell'Associazione "Mercato delle Gaite". "Gaita" deriva dal longobardo Waitha (guardia) e sta ad indicare i quattro quartieri in cui era divisa Bevagna, in epoca medioevale. La grandiosa festa sisnoda lungo i due corsi fino adiramarsi nei quattro rioni. Ogni gaita ha saputo caratterizzarsi con una propria fisionomia. La Gaita di S. Giovanni, specializzata nella lavorazione della carta, segue procedimenti trecenteschi.
La Gaita S. Pietro conserva i ricordi degli anchi forni ed è nota per la lavorazione delle candele di cera d'api.
La Gaita di S. Giorgio propone il conio delle monete e la fusione dei metalli e si distingue per la passione musicale: i Cantores Umbri, attraverso la ricerca storico-iconografica e lo studio di manoscritti e testi antichi, approfondiscono canti e musiche del XIII e XIV sec.
La Gaita S. Maria si rivolge alla arti e ai mestiri quali la lavorazione della canapa, della seta, la produzione di tele e di resistenti cordami. Durante la cerimonia di apertura, che si svolge nella piazza, le quattro Gaite sfilano al cospetto delle magistrature della città. I consoli aprono, quindi, la cosiddetta "Pace di Fiera" (ciò significa che in questo periodo non ci dovranno essere liti tra le varie Gaite) a cui fa seguito la consegna delle chiavi delle porte della città. Il giorno successivo è prevista la gara dei mestieri, la prima delle quattro sfide per l'aggiudicazione del palio. La secondanè la gara culinaria, in cui vengono presentate ricette medioevali. Punto d'incontro obbligatorio sono le taverne dove, oltre a gustare ricette prelibate, si può ascoltare musica medioevale e assistere a balletti dalle originali coreografie. La terza gara, il tiro con l'arco, si svolge nella piazza gremita di gente che incita i propri arceri. La quarta gara, infine, è l'allestimento del mercato, che dalla piazza si dirama lungo le vie principali ed i vicoli più suggestivi. |